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ROMA




Città di roma Roma, "Culla della Civiltà", "Roma Caput Mundi", o semplicemente Roma, una città dai mille volti. Roma è la capitale politica dell'Italia, ma anche il centro della cristianità e ospita all'interno del suo territorio la città stato del Vaticano. Sede del papato, la sua struttura odierna è frutto di numerosi interventi urbanistici e architettonici che si sono stratificati attraverso i millenni. La Roma imperiale è sicuramente quella più conosciuta. I fasti dell'antichità rivivono in tutta la capitale: al Colosseo ai Fori imperiali, la Domus Aurea, il Pantheon e il Circo Massimo. Alla fine del '400 il grande Rinascimento fiorentino si sposta a Roma, quando i Papi diventano importanti mecenati e chiamano i più grandi artisti dell'epoca ad abbellirla. Si costruiscono e adornano palazzi principeschi, tra cui Palazzo Farnese, Palazzo della Cancelleria, Villa Farnesina, e vengono realizzate alcune tra le più importanti piazze come quella del Campidoglio, opera di Michelangelo. Del '600 è la Roma barocca, dominata da architetti come Bernini e Borromini. È la Roma del Palazzo del Quirinale, attuale residenza del Presidente della Repubblica, di Piazza Navona, con la Fontana dei Fiumi, di Sant’Ivo alla Sapienza e di Palazzo Spada. Di questo periodo protagonista indiscusso è il genio di Caravaggio che omaggia la capitale con diverse opere. Esempi del barocco e del neoclassicismo sono Piazza del Popolo e il Monumento a Vittorio Emanuele II (noto come Vittoriano), terminato solo nel 1911, nell'anno dell'Esposizione Universale. C'è poi la Roma cristiana, quella del Vaticano, delle basiliche patriarcali di S. Giovanni in Laterano, S. Maria Maggiore e S. Paolo Fuori le Mura e delle Catacombe. Sulla sponda settentrionale del fiume si apre Roma Nord: la Roma di Ponte Milvio e del nuovissimo Ponte della Musica, che unisce il quartiere Flaminio, dove è presente l’Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano, il Maxxi, il museo di arti contemporanee realizzato da Zaha Hadid, il Palazzetto dello Sport e lo Stadio Flaminio dell'architetto Nervi, con il quartiere delle Vittorie, il Foro Italico, lo Stadio Olimpico. La capitale non è solo la città dei monumenti, ma una città viva che offre ai suoi visitatori una moltitudine di appuntamenti culturali, dalle mostre permanenti a quelle itineranti che riempiono i tanti musei con opere d'arte che vanno dall'antichità ai nostri giorni: Galleria Borghese, Galleria Doria Pamphili, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Macro, Scuderie del Quirinale, Palazzo delle Esposizioni, Chiostro del Bramante, Villa Giulia, Musei Capitolini, Palazzo Altemps, Palazzo Barberini, Palazzo Massimo, Palazzo delle Esposizioni, Mercati di Traiano.


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COLOSSEO

Colosseo

L’Anfiteatro Flavio, questo l'antico nome dello stadio, fu fatto costruire da Vespasiano nel 72 d.c. ma fu inaugurato da Tito nell'anno 80 dopo cristo e si trova nel cuore archeologico di Roma. Il Colosseo, così detto per la vicinanza, nel passato, di una statua colossale, era il luogo dove si svolgevano i giochi dell’antica Roma. Sono celebri i combattimenti dei gladiatori, generalmente schiavi o prigionieri di guerra, che venivano addestrati a lottare con ferocia e coraggio per riconquistare la propria libertà. Ma vi si svolgevano anche cacce di fiere esotiche, lotte fra gli animali, giochi di acrobati e rievocazioni di grandi battaglie. I giochi si sviluppavano nell'arena, all'interno del Colosseo con ricche e curate coreografie, rese possibili da macchine e trucchi scenici che, come negli odierni teatri, permettevano di cambiare velocemente la "scena" grazie a un complesso sistema di carrucole, ascensori ed aperture nel Terreno. Spettacolari erano anche le "naumachie", riproduzione, su bacini artificiali, di cruente battaglie navali. Fu Giulio Cesare il primo a proporre questa eccezionale forma di divertimento, ma fu Tito ad organizzarla, per la prima volta, nell’arena del Colosseo, alimentata artificialmente da una rete idrica che consentiva di convogliare l’acqua dentro e fuori l’arena. Il Colosseo era luogo di pene pubbliche per i criminali ma non fu il luogo delle stragi di cristiani raccontato in libri e film. La genialità degli antichi romani trova in questa imponente opera la sua massima espressione. L’innovazione, rispetto al teatro greco, è nella struttura a “tutto tondo”, con l’arena completamente circondata dalla cavea, capace di ospitare una grande massa di persone. Alto 52 metri, l'equivalente di un edificio odierno di 17 piani - grazie alla tecnica costruttiva dell'arco, elemento architettonico messo a punto dai romani per gli acquedotti -, il Colosseo comprendeva quattro ordini di 80 arcate su ciascun piano e conteneva fra i 50.000 e i 70.000 posti grazie alla sua forma ellittica: numeri che dimostrano la grandiosità di questo monumento, simbolo di Roma, oggi come nel passato.

 

FORO ROMANO

Foro Romano

Il Foro Romano ha rappresentato per secoli il punto di riferimento della vita forense, religiosa e sociale dell'antica Roma. Chiamato anche Forum Magnum o semplicemente Forum, era situato nella valle compresa tra il Palatino e il Campidoglio. Questo luogo fu inizialmente utilizzato come necropoli. In seguito fu teatro della battaglia del Lago Curzio, combattuta tra Romani e Sabini e tramandataci dagli scritti di Tito Livio. Le cronache narrano dell'inganno di Tarpeia, figlia di Spuro Tarpeio, comandante di una cittadella romana. Ella, dopo essere stata corrotta da Tito Tazio, fece entrare nella cittadella un drappello di sabini armati. L'occupazione della rocca condusse i Romani e i Sabini a schierarsi sui due colli opposti, il Campidoglio e il Palatino. Si racconta che Romolo, leggendario fondatore di Roma, si sia lanciato all'attacco dei nemici, invocando la collera di Giove al quale promise la costruzione di un tempio in cambio della vittoria (tempio di Giove Statore, poi costruito nelle vicinanze del foro).La battaglia terminò con la stipula di una pace tra i due popoli, dopo l'intervento delle donne sabine, accorse a dividere i padri sabini e i mariti romani. Il Foro Romano è passato attraverso diverse epoche durante le quali è stato arricchito di edifici e monumenti. Ricordiamo nel periodo regio (VI sec. a.C.) il Lapis Niger (dal lat. lapis - pietra | niger - nera), un'area pavimentata di pietra scura legata alla leggenda della morte di Romolo; la Regia, il luogo ove il Rex sacrorum e il pontefice massimo esercitavano le loro funzioni religiose; il tempio di Vesta, importante santuario dedicato alla dea del focolare domestico. Al periodo repubblicano risalgono invece il Tabularium, edificio adibito ad archivio pubblico e quattro basiliche (Porcia, Emilia, Sempronia e Opimia) destinate all'amministrazione della giustizia e allo svolgimento degli affari cittadini. Al periodo imperiale risalgono il tempio del Divo Giulio, dedicato a Gaio Giulio Cesare; il tempio della Concordia, edificato in occasione della pace sociale fra patrizi e plebe. Giunto all'epoca medievale e moderna, il Foro Romano cadde in rovina. Gran parte degli spazi monumentali vennero inglobati nelle fortificazioni medievali, in taluni casi perfino aperti al pascolo domestico e all'agricoltura. Alcuni templi e santuari vennero completamente distrutti durante il Rinascimento per volere di papa Giulio II che trasformò il foro in una cava di materiali da riutilizzare per le costruzioni più moderne

 

MUSEI VATICANI

Musei Vaticani

I Musei Vaticani col loro nome completo: "Musei e Gallerie Pontificie", sono un enorme scrigno costellato di oggetti dal valore inestimabile: statue, dipinti, arazzi, reperti archeologici, tutto esposto negli stessi saloni dove un tempo hanno passeggiato papi, cardinali, imperatori e re; senza contare i migliori artisti che il Rinascimento abbia conosciuto come Leonardo o Michelangelo. Sono oltre 70.000 gli oggetti esposti al pubblico e altri 50.000 pezzi sono conservati nei depositi. La tappa più ambita dei Musei Vaticani è senza dubbio la Cappella Sistina, eppure ogni sala è ricca di storia e di testimonianze preziose della vita in ogni epoca. I capolavori si riveleranno in un crescendo man mano che si passa da una sala all'altra, e le sale stesse sono delle opere d'arte, affrescate da artisti come il Beato Angelico, il Pinturicchio o Raffaello. Eppure la nascita del Museo fu quasi casuale: tutto iniziò nel 1506, quando in una vigna sull'Esquilino, nei pressi della Domus Aurea di Nerone, apparve dal terreno una scultura antica. Solo più tardi si capì che ci si trovava di fronte a una delle statue più famose dell'antichità: il Laocoonte, descritto persino dall'autore latino Plinio. L'opera raffigurava un episodio narrato da Virgilio nell'Eneide, quello del sacerdote e veggente, Laoconte, che per aver predetto l'inganno di Ulisse e del suo cavallo di Troia, fu punito dagli dei che con due enormi serpenti stritolarono i suoi due figli e lui stesso che era corso in loro aiuto. Papa Giulio II, che come tutti i pontefici aveva sempre mostrato grande interesse per le opere d'arte, chiamò subito Michelangelo e Giuliano da Sangallo, per verificare l'autenticità del capolavoro. Il papa decise subito di acquistare la scultura e impedì a chiunque altro di farlo Così il Laocoonte fu esposto in Vaticano per essere ammirato in tutta la sua drammaticità e andò ad arricchire la collezione di papa Giulio II che divenne la prima raccolta di quelli che sarebbero diventati i Musei Vaticani. Il Laocoonte trovò posto nel Cortile del Belvedere progettato da Bramante, dove Giulio II riunì altre statue antiche, trasformandolo nel "Cortile delle Statue". Qui iniziarono a giungere visitatori da ogni parte del mondo per ammirare le sculture e artisti che si soffermavano per copiare i capolavori. Il complesso, dei Musei, così come appare oggi, fu creato solo nella seconda metà del 1700 ed è costituito da due parti: il museo vero e proprio e i palazzi dei pontefici, naturalmente solo la parte aperta al pubblico. La visita è un'incredibile passeggiata dove sembra di poter incontrare i più grandi artisti del passato attraverso opere fra le più importanti di tutta la storia dell'arte.

 

BASILICA DI SAN PIETRO

Basilica di San Pietro

La Basilica di San Pietro, con la splendida e imponente cupola che svetta sopra i tetti di Roma, è il cuore della cristianità. Rappresenta uno dei luoghi più visitati della città eterna sia per le bellezze artistiche che custodisce, sia come sede delle principali manifestazioni del culto cattolico. Nella sua imponente piazza si celebrano infatti le affollate messe natalizie a quelle pasquali, i riti della Settimana Santa, la proclamazione dei papi e i funerali di quelli defunti, l'apertura e chiusura dei giubilei e la canonizzazioni dei Santi. Meta dei pellegrini provenienti da ogni angolo della terra, ritrovo di fedeli, artisti e studiosi, la Basilica è conosciuta in tutto il mondo. È la più grande delle basiliche papali di Roma ed è tra le più grandi chiese mai costruite. La splendida basilica, costruita tra il 1506 - sotto papa Giulio II - e il 1626 - durante il pontificato di papa Urbano VIII - domina piazza San Pietro. La piazza, i cui lavori terminarono solo nel 1667, è opera del Bernini. È infatti nel XVII secolo che il grande architetto realizzò gli imponenti colonnati laterali, composti da ben 284 colonne di ordine dorico e sormontati da 140 statue di santi alte più di tre metri e da sei grandi stemmi di Alessandro VII Chigi.Grazie alla genialità del Bernini, il colonnato di Piazza san Pietro offre un magnifico colpo d'occhio: posizionandosi, infatti, sui dischi di porfido presenti sulla piazza si vedono tutte le colonne allineate perfettamente l’una dietro l’altra come se, per magia, si fossero mosse. Salendo la scala di accesso, ristrutturata dal Bernini e composta da tre ripiani, si accede al portico, con cinque cancelli disposti lungo i suoi 71 metri di lunghezza. Ad ognuno di essi corrisponde uno dei portali di ingresso della Basilica. Il portico e la facciata furono realizzati da Carlo Maderno. Entrando nella Basilica si rimane immediatamente colpiti dalla magnificenza e dalla ricchezza artistica degli interni, tipica delle chiese barocche. È forte la suggestione che questo luogo sacro infonde. Uno spazio immenso di cui si percepisce immediatamente la reale grandiosità, diviso in tre navate da robusti pilastri su cui si aprono grandi archi a tutto sesto, alti più di 20 metri e larghi 13. Dietro il monumentale Baldacchino di San Pietro, si incontra l'abside con la maestosa composizione barocca del Bernini che conserva, come se fosse una reliquia, l'imponente Cattedra di San Pietro, ovvero il trono ligneo, che secondo la leggenda medioevale sarebbe appartenuto a San Pietro apostolo in quanto primo vescovo di Roma e papa. Negli altari e nelle cappelle delle navate laterali sono ospitati diversi capolavori di grandissimo valore storico e artistico, come le opere di Gian Lorenzo Bernini e altri capolavori duecenteschi, come la statua bronzea di San Pietro, con il piede liso dalle carezze dei fedeli, attribuita ad Arnolfo di Cambio. Sublime poi, nella navata destra, la famosa Pietà di Michelangelo, gruppo marmoreo di grande espressività che l’artista completò all’età di 23 anni. Simbolo di San Pietro e della stessa città di Roma è la cupola maggiore, un’imponente opera progetta da Michelangelo e conclusa, a causa della sua morte, da Domenico Fontana e Giacomo Della Porta. Sotto il pavimento della basilica, infine, si trovano le Grotte Vaticane, in cui sono custodite la Tomba di Pietro e le sepolture di altri pontefici tra cui quella di Giovanni Paolo II.

 

PANTHEON

Pantheon

Il Pantheon fu costruito dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.c. sui resti di un precedente tempio del 27 a.c. di cui porta ancora l’iscrizione e consacrato come chiesa cristiana nel 609 con il nome di Santa Maria ad Martyres. Nel 1870 è divenuto sacrario dei re d’Italia, e accoglie, le spoglie di Vittorio Emanuele II, Umberto I e Margherita di Savoia. Vi è anche sepolto il sommo artista rinascimentale Raffaello Sanzio. II Pantheon di Roma, letteralmente “Tempio di tutti i Dei”, è una tappa obbligatoria per chiunque visiti la Città Eterna. Un’eccezionalità, la sua, fatta di tanti primati: è l’unico edificio della Roma antica ad essere sopravvissuto intatto fino a noi e ad essere stato utilizzato costantemente per scopi religiosi, ha dimensioni così perfette che potrebbe essere iscritto in una sfera e non fu semplicemente dedicato a una divinità, ma a tutti gli dei del passato, del presente e del futuro. Visitare il Pantheon è conoscere da vicino un testimone longevo della nostra storia, che il tempo ha saputo scalfire, e tornare al momento in cui Roma era il centro del mondo. Il Pantheon colleziona sguardi ammirati, sospiri di stupore e tanti scatti fotografici: resistere al suo fascino è impossibile. Sarà per le sue misure ideali che lo rendono perfettamente iscrivibile in una sfera, sarà per l’armonia delle forme interne ed esterne che crea un’atmosfera solenne e fuori dal tempo, o forse per l’ampia apertura a oculo sopra la cupola che mette il tempio in comunione con il cielo. Proprio la cupola e la sua finestra diedero adito, nei secoli, a leggende e dicerie: realizzata in calcestruzzo, al momento della ricostruzione del 128 d.C. la cupola del Pantheon era la più grande del mondo, e mantenne il record finché nel 1436 Brunelleschi non realizzò la sua cupola a Firenze. Qualcuno ha definito l’edificio “tempio solare”, e molte ipotesi affascinanti sono state avanzate sui suoi e i suoi rapporti con gli astri. La cupola non è tutto, si comincia a sentirsi piccoli, sopraffatti dalla bellezza, già nel Pronao del tempio, ovvero nella parte anteriore. Le sedici colonne monolitiche sono alte oltre 14 metri, realizzate in marmo grigio e marmo rosa di Assuan, “venuto” apposta dall’Egitto per abbellire la nostra Roma. Il pavimento è lo stesso da due millenni, e vi risuonarono i passi di grandi imperatori. Tutt’intorno, lungo il perimetro, sette nicchie ospitano le sculture di sette Divinità Astrali, dal Sole alla Luna passando per Venere, Saturno, Giove, Mercurio e Marte.

 

CIRCO MASSIMO

Circo Massimo

Il Circo Massimo, il più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità e uno dei più grandi di tutti i tempi. La leggenda collega questo monumento alle origini stesse della città: qui infatti ebbe luogo il ratto delle Sabine che segna uno dei primi importanti eventi della città di Roma. La prima sistemazione della Valle Murcia per adibirla a luogo per le corse dei carri risale all'epoca dei re Tarquini, ma è solo con Giulio Cesare che sarà realizzato un vero e proprio circo in muratura. La gare che si svolgevano nel Circo erano le attività agonistiche più amate dai Romani, insieme ai giochi gladiatori: i conduttori delle quadrighe diventavano ben presto personaggi idolatrati dal popolo di Roma. L’ampio spazio del fondovalle si prestava anche a manifestazioni legate alla vita politica, sociale e religiosa della città, come manifestazioni trionfali, processioni e pubbliche esecuzioni. Devastato più volte dal fuoco, il Circo Massimo fu ricostruito quasi integralmente sotto il principato di Traiano, alla cui fase appartengono la maggior parte delle strutture attualmente visibili. Numerosi gli interventi degli imperatori successivi tra cui quello, spettacolare, dell'erezione del gigantesco obelisco portato a Roma da Costante II nel 357 d.C., ora al Laterano. Oggi si può accedere alle gallerie che un tempo conducevano alle gradinate della cavea (i senatori al piano terra e la plebe al piano superiore). Nelle gallerie, che si potranno percorrere per un tratto di circa 100 metri ciascuna, è possibile osservare anche i resti delle latrine antiche. Si proseguirà sulla strada basolata esterna ritrovata durante gli scavi, in cui spicca una grande vasca-abbeveratoio in lastre di travertino. Qui è possibile visitare anche alcune stanze, utilizzate come botteghe (tabernae) per soddisfare le necessità del numeroso pubblico dei giochi: locande, negozi per la vendita di generi alimentari, magazzini, lupanari, lavanderie ma anche uffici di cambiavalute necessari per assecondare il giro di scommesse sulle corse dei cavalli. Nella zona centrale dell’emiciclo sono visibili le basi dell’Arco di Tito, uno dei più grandi archi trionfali di Roma, a lui dedicato in occasione della vittoria giudaica.

 

CASTEL SANT’ANGELO

Castel Sant’Angelo

Castel Sant’Angelo è stato costruito come sepolcro dell’imperatore Adriano e, nel corso dei secoli, adibito a funzioni diverse: scopi difensivi, luogo di prigionia, residenza rinascimentale e, oggi, museo e sede di eventi culturali e mondani. I diversi utilizzi che il Castello ha avuto nel tempo hanno determinato anche consistenti interventi di modifica e di ampliamento della struttura originaria, dando vita ad un articolato intreccio di sotterranei, celle, sale, logge, rampe di scale e cortili. Nelle “segrete del Castello” si trovano il parlatoio e le anguste celle dove venivano rinchiusi i prigionieri. In una di queste, venne rinchiuso Benvenuto Cellini che vi rimase per quasi un anno. Suggestiva è anche la Sala della Giustizia dove venivano sentenziate le condanne a morte. Proprio qui, Clemente VIII decise la pena di morte per Beatrice Cenci e il supplizio di Giordano Bruno. Nella fase di residenza nobiliare, il castello fu oggetto di interventi decorativi tali da renderlo adeguato ad ospitare personalità illustri. La Sala Paolina ne è un magnifico esempio con gli affreschi realizzati da Perin del Vaga. Sono splendide anche le altre sale come quella di Amore e Psiche, del Perseo, dei Festoni, del Tesoro, delle Colonne e della Rotonda. La Terrazza, sulla quale svetta la statua dell’Angelo con accanto la campana, i cui funesti rintocchi annunciavano le condanne a morte, è il luogo nel quale è ambientato il suicidio di Tosca, personaggio dell’omonima opera di Puccini, che da qui si gettò dopo l’uccisione a tradimento del suo amato Cavaradossi. In estate, il Castello si anima di vita: spettacoli e mostre, ristoranti e bar accolgono i visitatori per offrire una serata divertente in un contesto veramente straordinario. E' tutto da ammirare lo splendido panorama di Roma che si gode dalla terrazza e dal famoso Passetto di Borgo, ancora più spettacolare quando le luci della città illuminano la notte e le acque del Tevere.

 

MUSEI CAPITOLINI

Musei Capitolini

La sede storica dei Capitolini è costituita dal Palazzo dei Conservatori e dal Palazzo Nuovo, edifici che affacciano sulla michelangiolesca Piazza del Campidoglio.La creazione del museo può essere fatta risalire al 1471, quando Papa Sisto IV donò alla città una collezione di importanti bronzi provenienti dal Laterano (tra i quali la Lupa capitolina), che fece collocare nel cortile del Palazzo dei Conservatori e sulla piazza del Campidoglio: ciò lo rende il più antico museo pubblico al mondo.Il museo fu aperto a visite pubbliche per volere di Papa Clemente XII quasi un secolo più tardi, nel 1734. Il suo successore, Benedetto XIV, inaugurò la Pinacoteca capitolina, acquisendo le collezioni private della famiglia Sacchetti e della famiglia Pio.L'opera forse più famosa che vi è conservata è la statua equestre di Marco Aurelio; quella al centro della piazza è una copia, mentre l'originale, dopo essere stato sottoposto a lavori di restauro, è ora collocato nella nuova aula vetrata, l'Esedra di Marco Aurelio, nel Giardino Romano, dietro Palazzo dei Conservatori.La visita nell'altro edificio dei musei, il Palazzo Nuovo, è compresa nello stesso biglietto di entrata; vi si può accedere sempre dalla piazza o da una galleria sotterranea scavata (Galleria di congiunzione) negli anni trenta e attualmente allestita come Galleria Lapidaria (cioè preposta all'esposizione delle epigrafi), che dà accesso anche al Tabularium e unisce i due edifici. Qui si trova la pinacoteca dei musei nel cui catalogo c'è il famoso dipinto del San Giovanni Battista, opera del Caravaggio.Ma vi si trova anche il simbolo della città, il bronzo della Lupa capitolina, a lungo tempo ritenuta un'opera etrusca del V secolo a.C. e solo recentemente ritenuta da alcuni restauratori come risalente al XII secolo; con molta probabilità la statua originaria non comprendeva i gemelli della leggenda Romolo e Remo, che sembra furono aggiunti nel Rinascimento. La famosa colossale testa di Costantino I, visibile nel cortile, risale invece al IV secolo. Un'altra scultura in bronzo è il Cavallo dal vicolo delle Palme.Capolavoro della scultura medievale è il Ritratto di Carlo I d'Angiò di Arnolfo di Cambio (1277), il primo ritratto verosimile di un personaggio vivente scolpito in Europa che ci sia pervenuto dall'epoca post-classica.Qui vennero col tempo esposte altre e numerose collezioni storiche, come la Protomoteca (collezione di busti ed erme di uomini illustri trasferiti dal Pantheon al Campidoglio, per volontà di Pio VII nel 1820); la collezione del cardinale Alessandro Albani; quella donata da Augusto Castellani nella seconda metà dell'800, costituita da materiali ceramici arcaici (dall'VIII al IV secolo a.C.), di area prevalentemente etrusca, ma anche di produzione greca e italica.

 

GALLERIA BORGHESE

Galleria Borghese

La Galleria Borghese di Roma è probabilmente il museo più affascinante d'Italia. Un antico palazzo seicentesco ne custodisce la sede e i suoi magnifici stucchi rappresentano la cornice ideale di capolavori artistici conosciuti in tutto il mondo. Insieme a bassorilievi e mosaici antichi di stupenda fattura, la Galleria, voluta dal cardinale Scipione Borghese, conserva infatti dipinti di Tiziano e di Caravaggio, sculture di Canova e Bernini, opere di una bellezza senza pari. Sin dalle origini del progetto la Villa fu pensata per essere un luogo di cultura: museo, per l'esposizione di immagini d'arte antica da raffrontare a quelle dell'età moderna; diorama per la contemplazione della natura con piante, animali rari e campioni fossili. Ma anche luogo di studio e biblioteca per meglio comprendere la tecnologia moderna (ospitava automi, specchi, lenti e orologi). Una grande uccelliera, la coltura del baco da seta, le piante più rare e un giardino zoologico costituivano il Teatro dell'Universo voluto dal cardinale. La palazzina borghese e il parco associato furono realizzati agli inizi del XVII secolo appena fuori le mura aureliane sul terreno di un vigneto e i lavori di costruzione del palazzo, prima affidati all'architetto Flaminio Ponzio e poi a Vasanzio si svolsero sostanzialmente in un anno, nel 1612, mentre l'arredo con le opere di scultura e la sistemazione dei giardini si protrassero fino all'anno 1620. Fu Ponzio, architetto di fiducia del papa Paolo V, nome ecclesiastico di Camillo Borghese, zio di Scipione, che progettò la perfetta volumetria delle sale e volle per l'architettura esterna l'ordine dorico liberando l'architettura del palazzo dall'aspetto tradizionale delle ville romane suburbane. Sebbene grazie alla ricchezza e al potere accumulato dalla famiglia Scipione riuscì a creare una delle più vaste e importanti collezioni personali di tutti i tempi, molte di queste opere - statue, busti e colonne - furono successivamente cedute da un suo parente, Camillo, marito di Paolina Bonaparte, proprio al fratello della moglie, Napoleone, e oggi fanno parte del fondo Borghese del Louvre. E proprio il ritratto marmoreo di Paolina Bonaparte Borghese, uno dei capolavori del neoclassicismo, eseguito dal Canova tra il 1805 e il 1808, ritrae la moglie di Camillo Borghese come una Venere Vincitrice ed è il pezzo più noto della raccolta attuale del Museo Borghese insieme all'Apollo e Dafne e al Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini. Oltre ai numerosi gruppi marmorei, nelle sale della galleria si possono ammirare dipinti di Raffaello, Tiziano, Antonello da Messina, Cranach e Caravaggio.


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