TOUR PUGLIA





Puglia La Puglia, il tacco dello Stivale, è una regione incantevole, una striscia di terra che si allunga nel mare con spiagge meravigliose e per tutti i gusti, dalle sabbiose di Torre dell'Orso e Porto Cesario alle riviere fatte di scogli di Otranto e di Santa Maria di Leuca, dove s'incontrano e si mescolano lo Ionio cristallino e calmo e l'Adriatico dall'intenso azzurro. Le opzioni per chi ama il mare sono infinite, da Gallipoli la “Gemma del Salento” al Gargano lo “Sperone d’Italia”, che si protende nelle acque limpide del mare che ospita le splendide Isole Tremiti. La natura si rende ancora più protagonista, in Puglia, con il Parco Nazionale delle Murge e quello del Gargano con la selvaggia foresta Umbra, le saline ed i laghi. Da visitare anche la riserva marina di Torre Guaceto, le profonde gravine di Laterza e le ampie doline di Altamura che, con i loro paesaggi suggestivi, caratterizzano la parte interna della regione. Per chi vuole fare un viaggio nella storia, la Puglia offre un ampio ventaglio di luoghi che raccontano le antichi origini di questa terra: dalla preistoria alla Magna Grecia, dall’età imperiale al Rinascimento, ai fasti del barocco di Lecce e del Salento. Alberobello per i suoi famosissimi Trulli, abitazioni in pietra dal tetto conico, costruite artigianalmente senza collanti è diventato una fermata obbligatoria, in quanto offrono una suggestiva testimonianza del passato rurale della regione mentre numerosi castelli impreziosiscono le coste del Sud, in ricordo di un tempo in cui merci e pericoli arrivavano dal mare.


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CASTELLO ARAGONESE DI TARANTO

Castello Aragonese di Taranto

Il Castello Aragonese è conosciuto anche come Castel Sant’Angelo, si presenta con una massiccia pianta quadrangolare che occupa l’angolo estremo dell’isola del Borgo Antico. La sua storia ha origini molto antiche. La parte più datata risale al lontano 916, con la struttura fondata dai Bizantini allo scopo di proteggere l’abitato dai pirati e dagli attacchi della Repubblica di Venezia. Con Ferdinando II d’Aragona, nel 1486, venne ampliato in quella che è ancora oggi la struttura attuale con, all'epoca, sette torri di cui tre allineate lungo il fossato che raggiunge il Mar Piccolo e le altre quattro disposte in quadrilatero. Torri e mura erano della stessa altezza, 21 metri, e quasi dello stesso spessore, circa 8 metri; tutte le torri avevano un diametro di 18 metri eccetto quella denominata San Cristoforo che era 10 metri più larga. Verso il Mar Grande, su progetto di Francesco di Giorgio, fu aggiunto, nel 1491, un puntone triangolare che può essere considerato un prototipo del bastione del XVI secolo, eretto per rinforzare la cortina meridionale e migliorare la capacità di difesa di fiancheggiamento dell'accesso al fossato. Gli spagnoli, che succedettero agli Aragonesi nel 1502, ampliarono le piattaforme sulla sommità per facilitare il movimento e l'uso dell’artiglieria. Riempirono di terra molte delle gallerie intramurali e le casematte superiori delle torri per rinforzarle e per ottenere ulteriori postazioni per l'artiglieria sulla sommità delle torri. Nonostante questo, gli interventi e gli sforzi degli spagnoli non bastarono a mantenere inalterato il valore della fortezza, che perse progressivamente validità militare e finì per essere utilizzata come prigione e come caserma. Questa diversa utilizzazione ha portato alla frammentazione dei locali interni con la chiusura di passaggi e corridoi. Il castello è rimasto comunque sostanzialmente intatto tranne che per la torre chiamata di S. Angelo che venne demolita nel 1883 per fare posto al ponte girevole.

 

PARCO NAZIONALE DEL GARGANO

Parco Nazionale del Gargano

Il Parco Nazionale del Gargano racchiude alcuni dei più caratteristici paesaggi italiani. Luoghi spettacolari, in cui celebri località di villeggiatura coesistono in armonia con l’ambiente selvaggio della Puglia. Tra gli spettacoli più celebri e caratteristici del Parco Nazionale del Gargano meritano una menzione d’onore le Isole Tremiti. Questo arcipelago bagnato dal Mar Adriatico si compone di diverse isole di varia grandezza e caratterizzate da coste rocciose, con falesie e faraglioni che cadono a picco sul mare. La più grande di queste isole è San Domino, principale meta turistica anche grazie alla bellissima Cala delle Arene, l’unica spiaggia sabbiosa di tutto l’arcipelago. L’isola di San Nicola è uno dei centri culturali più affascinanti del Parco Nazionale del Gargano. Proprio qui si trova infatti la più alta concertazione di monumenti e reperti archeologici di tutte le Isole Tremiti. Su questo gioiello sono state trovate tracce di un insediamento protostorico risalente al I millennio a.C., oltre a una necropoli e ai resti di una civiltà ellenistica. Da non perdere anche il Santuario di Santa Maria a Mare, una struttura del XI secolo. Ideali per trascorrere una giornata di relax al mare anche le altre isole minori, come l’isola di Pianosa, il Cretaccio e l’isola di Capraia. Tra piccole insenature e baie si trovano alcune incantevoli calette e grotte marine. L’arcipelago delle Isole Tremiti è il luogo ideale per chi ama praticare diving, con la possibilità di immergersi alla scoperta degli spettacolari fondali marini, ricchi di vita e pesci colorati. ll paesaggio del Parco Nazionale del Gargano stupisce con la sua sorprendete varietà di ambienti. Da Monte Sant’Angelo è possibile incamminarsi lungo un’ampia scelta di itinerari e passeggiate immerse nella natura. Attraversa il Bosco Parlante, una distesa di cerri, pungitopi e edere tra cui si nascondono numerosi animali, come il cinghiale e il gatto selvatico. La Foresta Umbra domina la splendida vista panoramica del cuore del Parco. Tra faggi e pini, questo polmone verde è rimasto quasi completamente incontaminato per interi millenni. Il risultato è un manto vegetativo di incredibile bellezza, ricco di specie di flora e di fauna. Per questo i boschi del Parco Nazionale del Gargano sono un vero e proprio paradiso per tutti gli appassionati di fotografia e di birdwatching. Tra i più bei borghi del Parco Nazionale del Gargano, Peschici è la località di villeggiatura ideale per qualsiasi turista: dalle famiglie con bambini ai viaggiatori più avventurosi. Le sue case bianche e parzialmente scavate nella roccia conferiscono a questa cittadina un aspetto davvero pittoresco. Risalendo il promontorio è possibile raggiungere un piccolo Castello medioevale, da cui si gode di una vista spettacolare che spazia da Rodi Gargano a Vieste. Per un viaggio tra storia e mare raggiungi Mattinata, una delle destinazioni più caratteristiche della Puglia. Qui puoi trovare alcune meravigliose spiagge, come la spiaggia della baia di Mattinatella e la spiaggia di Vignanotica. In alternativa vale la pena fare un giro per il centro storico di San Menaio, intorno al quale si sviluppano delle splendide pinete.

 

GROTTE DI CASTELLANA

Grotte di Castellana

Definite a giusta ragione “Meraviglia di Puglia”, le Grotte di Castellana sono un complesso di cavità sotterranee di origine carsica, ubicate nel Comune di Castellana Grotte, nelle Murge sud orientali della regione pugliese. I corridoi, i cunicoli e le grotte si snodano per una lunghezza di 3348 metri a circa 70 metri di profondità, scendendo sino ad un massimo di 122 metri dalla superficie. Visitare le Grotte di Castellana significa vivere un’esperienza unica. In uno scenario stupefacente, si attraversano caverne dai nomi fantastici, canyon e profondi abissi, si scoprono fossili, stalattiti, stalagmiti, concrezioni dalle forme incredibili e dai colori inaspettati. Una visita sorprendente che trasporta il visitatore in un un mondo meraviglioso, la cui storia risale a ben novanta-cento milioni di anni fa. Tra le altre, due sono le grotte che sorprendono di più. La prima, quella da cui il percorso turistico prende inizio, è la Grave. Una caverna di grande dimensioni, che si distingue per una apertura in alto a mettere in comunicazione il mondo sotterraneo con quello esterno. L’inghiottitoio, creatosi in maniera naturale, lascia filtrare la luce all’interno della Grotta realizzando giochi di luce straordinari. Lascia tutti senza fiato un’altra caverna: la Grotta Bianca. Elegante e maestosa, affascina per la ricchezza ed il biancore dell’alabastro. Uno spettacolo davvero imperdibile. In uno scenario stupefacente tra stalattiti e stalagmiti, fossili e caverne, il percorso turistico si sviluppa per circa 3km – 1,5 km andata ed altrettanti al ritorno. Si tratta di un percorso agevole ed accessibile a tutti, non a caso le Grotte di Castellana sono aperte anche ai visitatori con disabili. Nelle Grotte la temperatura oscilla tra i 14° e i 18°. Per la discesa è opportuno quindi indossare capi di abbigliamento adatti alla temperatura sopraindicata e scarpe che permettano una escursione agevole, quindi scarpe da ginnastica o con suola piatta di gomma.

 

OSTUNI

Ostuni

Ostuni è una deliziosa cittadina arroccata su tre colli alle pendici meridionali della Murgia, in terra salentina. Conosciuta come la Città Bianca per la tradizionale usanza di imbiancare con il latte di calce le case del centro storico, Ostuni ci ha ammaliati al primo sguardo. Non sono meno attrattive, nelle calde serate salentine, le sue graziose piazzette acciottolate e i vicoli che cambiano colore con luci aranciate.Il meglio di sé, però, Ostuni lo regala fuori stagione quando, scarpe comode ai piedi, ci si avventurati tra la città bassa e quella alta (il centro storico, chiamato “La Terra”) ammirando ogni centimetro di questo gioiellino luminoso. Partite dall’alto e, oltrepassata la loggia ad arco che collega il Palazzo Vescovile al Palazzo del Seminario (l’arco Scoppa), ammirate la bella Cattedrale gotica, costruita nella seconda metà del ‘400 in “pietra docile” su commissione di due sovrani del Regno di Napoli, rispettivamente Ferdinando d’Aragona e Alfonso II. L’interno è riccamente affrescato e ha una particolarità: l’abside è leggermente spostato a sinistra rispetto alla navata centrale, non per errore ma per un atto di devozione a Gesù che, morendo in croce, volse il capo proprio alla sua sinistra. Quello che sembra marmo pregiato è poi, invece, un’opera d’arte poiché si tratta di gesso e calcestruzzo dipinto. Scendendo verso il basso, perdendovi tra i vicoletti labirintici e giungete alle possenti mura difensive che hanno visti impegnati messapi e bizantini, normanni, angioini e aragonesi. Mura forti e resistenti, interrotte da cinque porte (oggi ridotte a due, San Demetrio e Porta Nova) ma rinforzate da torrioni che dovevano resistere agli attacchi dal mare e custodire l’antico abitato di Ostuni. Nell’odierna Piazza della Libertà la Chiesa di San Francesco e l’attiguo convento, sono stati riadattati alle esigenze cittadine e se la chiesa è stata rimaneggiata ma salvaguardata, il convento è stato trasformato nello straordinario Palazzo San Francesco, sede del Comune. Nella piazza, luogo di incontro e teatro di numerosi eventi soprattutto in estate, si trova anche una delle icone cittadine, la barocca Guglia di Sant’Oronzo, realizzata per grazia ricevuta dopo lo scampato pericolo della terribile peste che stava flagellando l’intero regno di Napoli [La devozione della città di Ostuni per il Santo è tangibile anche nel suggestivo Santuario eretto nel ‘600 in contrada Monte Morrone ( a circa quattro chilometri dalla città) dove potrete ammirare la chiesa, la cripta e un tempietto monumentale edificato attorno alla fonte miracolosa in ricordo dell’acqua fatta sgorgare da Sant’Oronzo assetato]. Fermatevi ad ammirare il portale della seicentesca Chiesa dello Spirito Santo: recuperato probabilmente da una chiesa precedente (forse Ognissanti) mostra fregi ornamentali che ricordano l’Annunciazione e l’Assunzione della Vergine in cielo. Il punto più panoramico è indubbiamente tra i civici 161 e 163 di corso Vittorio Emanuele dove ci si trova come affacciati ad una terrazza sulla bella Città Bianca: non lasciatevelo sfuggire. la costa di Ostuni vanta 17 chilometri in cui si alternano dune ricoperte di ginepri secolari, spiagge sabbiose, rocce, torre aragonesi di avvistamento e borghetti marinari. La località più nota è Rosa Marina ma nel nostro più puro spirito di viaggiatori controcorrente, consigliamo le atmosfere più selvagge e intime di Torre Pozzella e Santa Lucia. Se volete adagiarvi invece con i vostri bambini in una spiaggia lunga due chilometri inserita in un territorio dichiarato dall’Europa Sito di interesse comunitario, raggiungete Lido Morelli o la spiaggia di Pilone. Fate un salto anche sulle alte dune di Monticelli.

 

CASTEL DEL MONTE

Castel del Monte

Castel del Monte è un geniale esempio di architettura medievale situato su una collina delle Murge, a pochi chilometri da Andria. Voluto da Federico II di Svevia, personalità poliedrica e uomo di grande cultura, il Castello è un’opera eccezionale per la perfezione delle sue forme e la fusione di elementi culturali di periodi e luoghi diversi. Considerato universalmente un geniale esempio di architettura medievale, Castel del Monte in realtà unisce elementi stilistici diversi, dal taglio romanico dei leoni dell’ingresso alla cornice gotica delle torri, dall’arte classica dei fregi interni alla struttura difensiva dell'architettura fino alle delicate raffinatezze islamiche dei suoi mosaici. Costruito intorno al 1240, Castel del Monte divenne la sede permanente della corte di “Federico II di Hohenstaufen”, diventato a soli tre anni sovrano del Regno di Sicilia. Il monarca, soprannominato “Stupor Mundi” per l’eclettismo e la vastità della sua cultura, lasciò in eredità al suo Castello tutto il mistero che ne circondava la figura. Il rigore matematico e astronomico della sua planimetria, basata sull’otto come numero guida e il suo posizionamento, studiato in modo da creare particolari simmetrie di luce nei giorni di solstizio ed equinozio, creano un simbolismo che appassiona da secoli gli studiosi, lasciando ai visitatori una sensazione di piacevole enigma. In aggiunta a questo l’impianto militare Castel de Monte curiosamente manca degli elementi che caratterizzano la maggior parte dei monumentimilitari del periodo come le mura di cinta, il fossato e le stalle. Otto sono i lati della pianta del Castello, otto le sale del piano terra e del primo piano a pianta trapezoidale disposte in modo da formare un ottagono, e otto sono le imponenti torri, ovviamente a piantaottagonale, disposte su ognuno degli otto spigoli. Si ritiene che nel cortile interno fosse presente una vasca anch’essa ottagonale.

 

CATTEDRALE DI TRANI

Cattedrale di Trani

A pochi metri dall’imponente Castello, la Cattedrale di Trani, monumento messaggero di una cultura di pace dell'Unesco, è uno splendido esempio di romanicopugliese e si erge vicino al mare, tanto da sembrare sospesa sull’acqua. Costruita in tufo calcareo locale, la Cattedrale è uno splendido esempio di romanico pugliese, unica nel suo genere per il fatto di essere una chiesa doppia, dotata di una magnifica cripta in cui sono custodite le spoglie di San Nicola Pellegrino. La chiesa superiore, terminata nel XIII secolo ha impianto basilicale e tre navate, con absidi semicircolari di proporzioni così slanciate da ricordare costruzioni nordiche. L’uso dell’arco a sesto acuto sotto il campanile è un'inusuale soluzione architettonica che regala ancora più leggerezza all'edificio. La facciata di uno degli edifici più importanti della città ricorda i tipi pisani e racchiude un rosone decorato con figure zoomorfe. Una doppia rampa di scale conduce al portalebronzeo del 1180, realizzato dallo scultore Barisano da Trani, mentre la torrecampanaria domina la costruzione. L’interno è diviso in trenavate da colonne binate. Il carattere sobrio delle decorazioni conferisce una grande spiritualità alla chiesa superiore, da cui si accede alla prima cripta, la Chiesa di Santa Maria, che custodisce tratti dell’antica pavimentazione musiva. Una scala conduce alla seconda cripta, intitolata a San Nicola Pellegrino, dove sono conservate le spoglie del santo. Al livello inferiore si trova anche l’ipogeo di San Leucio, scavato sotto il livello del mare. La leggenda racconta che SanNicolaPellegrino, proveniente dal monastero di San Luca nella Focide, sbarcò a Trani dopo aver percorso la Grecia e la Dalmazia. A soli 18 anni, allo stremo delle forze, il pellegrino morì a Trani e, in seguito ai miracoli avvenuti dopo la sua morte, l'arcivescovo di Bisanzio lo proclamò santo. A canonizzazione avvenuta, nel 1099 decise di costruire una chiesa in suo onore, sulle rovine della Chiesa di Santa Maria della Scala.

 

TRULLI DI ALBEROBELLO

Trulli di Alberobello

Alberobello, in Puglia, con i suoi Trulli è uno dei 53 siti italiani inseriti dall’Unesco nella World Heritage List. Il nome deriva dal tardo greco τρούλος, ovvero “cupola” e indica delle antiche costruzioni coniche in pietra a secco di origine preistorica. La pietra usata per le costruzioni era ricavata dalle rocce calcaree dell’altopiano delle Murge. I trulli sono famosi nel mondo per la loro caratteristica bellezza ed unicità e rappresentano uno degli esempi più straordinari di architettura popolare italiana. In un periodo storico in cui si impediva la costruzione di fisse dimore, gli abitanti di queste terre dimostrarono una grande capacità di adattamento e una eccezionale ingegnosità, “inventando” i Trulli, case precarie costruite con la sola pietra locale. Dalla precarietà all’abitabilità: il processo di trasformazione e di recupero nel pieno rispetto dell’originalità dell’opera ha fatto conquistare ad Alberobello, in Puglia, ed ai suoi Trulli il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Nelle Murge sud-orientali e precisamente nella Valle d’Itria, queste costruzioni sono sparse in tutto il territorio, dal quale spiccano con le loro bianche mura e i famosi tetti a cono. Alberobello è universalmente conosciuta come la capitale dei trulli, ognuno con forma e dimensioni diverse. Spesso sono a costruzione unica, oppure accostati in un complesso di abitazioni comunicanti. Alcuni raggiungono i due piani. La maggior parte ha il tetto grigio a forma di cono che termina con una palla o una semisfera. L’interno, a camera unica, raccoglie nicchie per il camino, il letto e i vari arredi. La struttura permette un’ottima climatizzazione interna: fresca d’estate e accogliente d’inverno.

 

LECCE

Lecce

Nota per i molteplici palazzi realizzati in candida pietra locale, Lecce è anche popolata da numerose testimonianze che risalgono ad epoche più antiche: come quella romana e normanna. Oltre ad una moltitudine di chiese e monasteri, la città è disseminata di svariati edifici civili: dalle porte alle torri e dai palazzi signorili all'anfiteatro romanoposto in pieno centro storico, nella centralissima piazza Sant'Oronzo, la struttura d'Età Augustea era solita ospitare 25.000 persone; oggi ne rimane la parte dell'arena, con le sue gradinate poste a semicerchio, e una parte delle mura esterne, ancora ben conservate. Accanto all'anfiteatro, si trovano una serie di edifici e monumenti civili e religiosi. Prima fra tutti la colonna del XVII secolo, alta 29 metri, su cui svetta la statua di Sant'Onofrio, patrono di Lecce. Il monumento è un omaggio della città di Brindisi, infatti è realizzato con i materiali ricavati dalle due colonne che concludevano la nota via Appia. Di fronte all'icona del Santo, si trova il Palazzo del Sedile, detto anche del Seggio, risalente al Cinquecento. Accanto all'ex Municipio, sorge la chiesetta di San Marco, un piccolo edificio religioso a testimonianza dello stretto rapporto tra Venezia e la città salentina, la struttura venne infatti fatta erigere nel Cinquecento da un gruppo di mercanti veneziani, per questo uno dei due portali è sormontato dal leone alato, simbolo di Venezia. Allo stesso periodo dell'anfiteatro, risale il teatro di via dell'Arte, dai cui scavi sono rinvenute alcune statue oggi conservate presso il museo archeologico provinciale Sigismondo Castromediano. Datato invece III secolo a.C. è l'ipogeo Palmieri, una delle poche testimonianze della storia pre-romana di Lecce. La struttura funebre fu realizzata dai Messapi, un'antica popolazione italica. Si suppone che il monumento fosse stato costruito per una famiglia aristocratica, dato che appare composto da diversi ambienti ed un vestibolo. Oggi è visitabile all'interno del giardino di Palazzo Guarini. Di origini medievali, è invece il Duomo. Venne realizzato infatti per la prima volta nel 1114 e in seguito rimaneggiato secondo lo stile romanico. Nel XVII secolo, la Cattedrale venne ricostruita secondo lo stile del barocco leccese ma la pianta che ne costituisce la struttura rimase invariata. La facciata principale, molto semplice, è in contrasto con quella posta a Nord, più scenografica e vivace. Anche il campanile, maiolicato e riccamente decorato, risale al Seicento: venne realizzato per sostituire quello normanno, sulla cui sommità svetta, come presso il portale posto a Settentrione, una statua di Sant'Orazio. L'interno è particolarmente abbondante di rifiniture e decori: un cenno particolare va all'altare maggiore, realizzato in marmo e bronzo dorato. A testimonianza dell'antica struttura, rimane invece la cripta, realizzata nel XII secolo. Camminando per il centro storico, è possibile imbattersi in una bottega della cartapesta, le cui creazioni artigianali vengono oggi utilizzate per la realizzazione delle maschere e delle statue per i carri di Carnevale. È qui che si trova un'altra storica testimonianza del Barocco di Lecce: è la Basilica di Santa Croce. A differenza del Duomo, questa chiesa presenta una facciata principale particolarmente abbondante di strutture; colonne, balconi, statue ed elementi decorativi rendono sontuoso l'edificio e raccontano la storia di Puglia e della Congregazione dei Celestini, che per primi ivi costruirono un monastero, nel XVI secolo.

 

SALENTO

Salento

Nel Salento il sole vi bacia tutto l’anno. Il fascino dell’arte, l’ottima cucina mediterranea e l’ospitalità sincera vi accolgono in un paesaggio da sogno, dalla costa adriatica con le marine di Melendugno, Santa Cesarea Terme e Otranto, allo Ionio che bagna Porto esareo, Portoselvaggio e Gallipoli. Qui il Medioevo si colora d’Oriente e antiche filastrocche in “griko” risuonano nella Grecìa Salentina, come a Melpignano, dove antichi ritmi diventano musica contemporanea nella Notte della Taranta. Siete nella penisola verde tra due mari, terra magica in cui “Misteriosi Dolmen e Menhirindicano” il cammino, nascosti tra gli ulivi e i muretti a secco nelle campagne tra Giurdignano e Minervino di Lecce, dove sorgono antiche masserie oggi trasformate in affascinanti strutture ricettive. A passo di trekking, andate alla scoperta di chiese paleocristiane e frantoi ipogei e non perdete lo spettacolo naturale delle grotte marine di Castro e Santa Maria di Leuca. Una passeggiata a Lecce è un viaggio nel barocco, tra chiese e palazzi ricamati nella pietra, cortili, giardini segreti e la sorpresa di un anfiteatro romano nel cuore della città. A Brindisi, invece, potete visitare due castelli e godervi il panorama sul lungomare Regina Margherita. Nei borghi si svelano le botteghe artigiane di cartapesta e pietra leccese e sulla tavola stanno tutti i sapori del Salento, da accompagnare con ottimo vino locale: la “tria”, pasta fatta in casa preparata con i ceci, saporite verdure selvatiche e dolci prelibati come il “pasticciotto” dal cuore di crema e lo “spumone”, ottimo gelato artigianale.


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